Condensare in uno spazio limitato e soprattutto sintetizzare un tema per cui si sono profusi tempo, riflessioni e carta in quantità inimmaginabile non e’ agevole. Tuttavia può sempre servire come memo per i neofiti del jazz, che, grazie a Dio, continuano ad esistere !
Considerando l’intero mondo del jazz nel suo insieme, attraverso un secolo e mezzo, la prima cosa da ricordare e’ che Bix ( Leon Bismarck Beiderbecke) era bianco, non aveva gravitato attorno alla allora capitale del jazz, New Orleans, essendo di origini germaniche conservava uno spiccatissimo spirito romantico, aveva avuto un’adolescenza borghese, con studi assicurati, il classico diverbio con i genitori causa la propria passione, e una personalità assai riservata che non nascondeva lati deboli. Guardando al jazz si puo' definirlo un diverso, e lo era. Perche’ nell’affollamento di musicisti jazz degli anni 20 e 30, nella ricerca continua da parte di tutti di trovare un fraseggio e un sound che fossero originali, lui riuscì, in modo non solo naturale, diremmo antropologico, ma unico, come ogni genio. Come si dice nel documentario di cui parleremo, “ per un tempo sorprendentemente breve” .
Si e’ già detto della difficoltà del cinema di approcciare il jazz. Ovvio che nel caso di un personaggio come Bix ci abbiano provato in più d'uno. In tre direi. ….. con il film “ Chimere” ( Rick Martin Story) del 1950, insignificante e fondamentalmente fuori sintonia col jazz, seppur con la buona prestazione di Kirk Douglas. Con " Bix", dell ‘italiano Pupi Avati, da considerarsi un mezzo flop, a essere clementi : non si tratta una figura del genere facendosi forti del fatto che la pellicola viene girata nella casa che fu la vera dimora di Bix, e affidando al contempo la colonna sonora non a Bix, alle sue registrazioni, ma a una band di mezza tacca! Il jazz ha una cartina di tornasole che non perdona, se non lo ami profondamente, visceralmente, non lo afferri nella sua essenza.
Ecco che invece con una formula difficile, quella documentaristica che solitamente dovrebbe risultare fredda e piuttosto impersonale, la registra canadese Brigitte Berman sfodera un capolavoro , di quelle cose che uno vede, sente, e poi rivede e risente nel tempo ! E riceve sempre emozioni! Questo il risultato di “ Bix - non ho mai sentito nessuno suonare come lui”, diffuso e curato in versione italiana dalla Delta Editrice di Parma e visibile su YouTube. E’ tutto, il resto che e' stato scritto, tanto, lo si trova sulle innumerevoli opere librarie e su questo sito. Quanto ai dischi, probabilmente non è il caso di muoversi tra tante edizioni, in vinile, o cd, il musicista Lino Patruno ha curato un'opera omnia in 9 cd con relativa ottima documentazione stampata.
" Bix - Non ho mai sentito nessuno suonare come lui"