Tra i mondi più colpiti dalla disastrosa depressione che investe gli States a partire dal '29 c'è quello jazzistico. In pratica " Chicago chiude i battenti". Posti di lavoro in fumo a migliaia, gli stessi gangster in ritirata dal potere dopo i colpi inflitti alla più grande gang, quella di Al Capone, i locali chiudono, finirà anche il proibizionismo, i musicisti sono allo sbando.
Resistono i grandi nomi, che se ne vanno in Europa, Louis, Ellington, qualche altro, non solo in cerca di introiti ma anche di maggior libertà e di minor razzismo. La maggior parte si recherà a New York, che con i suoi locali più famosi resta in testa come industria dello spettacolo e dell'intrattenimento. Li' resistono le grandi orchestre, ne nascono di nuove come quella di Cab Calloway, altre invece anche lì' si sciolgono . Il concetto di show si rafforza a scapito dei contenuti jazzistici, e prolifera.
La crisi sappiamo che è epocale, tuttavia c'è ancora un luogo, più ad ovest, dove permane una situazione non molto dissimile da quella di Chicago, Kansas City. Li' domina da decenni la figura di Pendergast, un sindaco con un potere non diverso da quello dei gangsters, che alimenta una vita effervescente, con decine locali e ogni genere di attività lecite e illecite.
A Kansas City prospera in particolare il blues, che sta prendendo connotati e spirito sempre più urbano e meno rurale. C'è dagli anni Venti una grande orchestra che suona jazz, Benny Moten, che tra le sue file sta allevando fior di musicisti e ne attira altri. Il risultato, come sempre quando i musicisti jazz si radunano, sono le jam sessions, ma li' a Kansas City, saranno sempre più numerose e soprattutto interminabili e travolgenti. E' normale che proseguano fino al mattino !
Li', se vogliamo stranamente, prende sempre più' piede l'uso dei sax , che saranno lo strumento principe dei solisti. Li' ci sono Lester Young, Ben Webster, Herschel Evans, Bud Smith , Coleman Hawkins che arriverà uscito dall'orchestra di Fletcher Henderson, e un giovane Charlie Parker.
Li' c'è il pianista Count Basie, la cui grande band prendera' in pratica il posto di quella di Moten. In seno alle jams si svolgeranno spesso sorta di battaglie tra i sax, di cui possiamo avere testimonianza nelle registrazioni degli anni che verranno. Li' ci sono anche trombe come Hot Lips Page, ottimi chitarristi tra cui un giovanissimo Charlie Cristian.
Il batterista Jo Jones, che diverrà' un caposcuola. Ma anche bluesmen come Jimmy Rushing, Jo Turner, pianisti creativi come Pete Johnson e soprattutto Mary Lou Williams e Sammy Price.
Tutta gente che ha idee musicali e nuove sonorità' da proporre, tutto sta ribollendo come in un crogiolo. Li', come in un brodo osmotico, c'e' il germe delle novità, novita' che matureranno.
Pendergast viene incastrato dal fisco, come e' accaduto a Capone, ormai si è trovato il sistema, e la città quasi subito si spegne. Ancora una volta per i musicisti jazz la meta e' la grande mela. Sarà li' che nasceranno frutti inaspettati...